Vita
VII settimana –
Il riferimento all’amicizia che troviamo nella prima lettura ci può ben aiutare ad orientare e a cogliere, in tutta la sua verità, la parola del Signore Gesù che nel Vangelo dice: <Un amico fedele è rifugio sicuro> (Sir 6, 14). Se di un amico si possono dire cose così belle e grandi, si spera si possa fare altrettanto per ogni legame e, in modo particolare, per quelle relazioni che sono state sancite con una solenne promessa di alleanza per sostenersi nel cammino della vita. La parola del Signore con la quale Gesù intende reagire alla provocazione dei farisei che cercano, ancora una volta, di screditarlo e di <metterlo alla prova> (Mc 10, 2), riguarda anche noi: <Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma> (10, 5). Le letture della liturgia sembrano respirare un’aria assai diversa. Mentre nella prima lettura, il Siracide ci fa sentire, in tutta la sua fragranza il profumo dell’amicizia, tanto da definirla non solo come un <tesoro> (Sir 6, 14), ma persino come una vera e propria <medicina> (6, 16), i farisei sembrano animati da un sospetto continuo su tutto ciò che riguarda le relazioni e le alleanze tra persone che cercano – nei limiti delle loro possibilità – di sostenersi nel cammino della vita.
La preoccupazione ossessiva di definire accuratamente e continuamente i limiti della giustizia e della legalità, rischia di far perdere la capacità di guardare alle reali situazioni della vita e di cercare, umilmente e in modo compassionevole, non solo le ragioni e i torti, ma le vie per ricreare continuamente le condizioni e rilanciare così la fiducia ricreando, prima della giustizia, la “giustezza” in tutte le relazioni di cui è costellata, necessariamente, la vita di tutti: <Una bocca amabile moltiplica gli amici, una lingua affabile le buone relazioni> (Sir 6, 5). Siamo chiamati, dunque, ad andare ancora più nel profondo fino a comprendere che la “giustezza” nella relazione con Dio è ciò che crea la giusta relazione con gli altri e soprattutto con quanti, non solo condividono il nostro cammino di vita, ma con i quali abbiamo stretto un’alleanza per la vita.
La parola di oggi ci chiede di gettare uno sguardo su quelle che sono le nostre relazioni più significative – l’amicizia e gli impegni presi – per cercare di comprendere quanto esse siano continuamente ravvivate e illuminate dalla nostra relazione con Dio, soprattutto nel mistero vivificante e rafforzante della preghiera. Sta a noi scegliere, ogni giorno, se metterci nella linea dei farisei che si pongono come guardiani della legalità, cercando e trovando sempre il modo per garantire i propri interessi e i propri privilegi, oppure ricreare, ogni giorno, le condizioni necessarie non solo per mantenere ma anche per far crescere e maturare le nostre relazioni a tutti i livelli. Il Siracide ci ricorda che <Chi teme il Signore sa scegliere gli amici: come è lui, tali saranno i suoi amici> (6, 17). Questa medesima logica può essere applicata anche alle relazioni più intime come quella che si vive nell’alleanza di vita tra un uomo e una donna: come è lui, tale sarà chi vive con lui! Questo apre il cuore ad un rispetto assoluto delle diverse e talora così dolorose situazioni che si creano nella vita, e al contempo ci riporta al dovere, assolutamente personale, di prenderci cura della nostra crescita e maturazione per essere, al massimo delle nostre reali possibilità, soggetti di relazioni sane che danno <vita> (Sir 6, 16) fino a dare la vita!
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